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	<title>Scienza Nuova &#187; Progetti</title>
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		<title>L(I)LL</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Sep 2017 16:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ScienzaNuova]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[LL(I)L &#8211; Language and Literature (Integrated) Learning &#8211; è un gruppo di ricerca formato da studiosi di interessi affini che uniscono gli sforzi, l’esperienza, le idee e la passione per investigare la lingua, la letteratura, le nuove tecnologie e la loro interazione in contesti educativi. I partecipanti sono ricercatori e professori di letteratura, cultura, lingua...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>LL(I)L &#8211; Language and Literature (Integrated) Learning &#8211; è un gruppo di ricerca formato da studiosi di interessi affini che uniscono gli sforzi, l’esperienza, le idee e la passione per investigare la lingua, la letteratura, le nuove tecnologie e la loro interazione in contesti educativi.<br />
I partecipanti sono ricercatori e professori di letteratura, cultura, lingua e linguistica che intendono impiegare le loro conoscenze e le diverse metodologie didattiche per elaborare soluzioni pratiche che favoriscano l’efficace acquisizione della lingua e/o della letteratura, specialmente, ma non solo, grazie ai più avanzati strumenti digitali.</p>
<p><em>Aree di interesse:</em><br />
Educazione letteraria<br />
Educazione linguistica<br />
La letteratura nell’educazione linguistica<br />
La lingua nell’educazione letteraria<br />
L’ambiente digitale nella didattica della lingua e della letteratura<br />
Il contatto tra lingua materna e lingue addizionali in contesti di apprendimento<br />
Il ruolo della componente extralinguistica in contesti di apprendimento<br />
Il ruolo della traduzione nell’apprendimento della lingua e della letteratura<br />
Il ruolo del testo letterario nell’acquisizione della competenza sociolinguistica</p>
<p><em>Obiettivi:</em><br />
Un framework per l’interazione tra lingua e letteratura in contesto didattico<br />
Linee guida per l’insegnamento della letteratura nell’apprendimento linguistico<br />
Linee guida per l’insegnamento della lingua attraverso la letteratura<br />
Buone pratiche nell’uso degli strumenti digitali nell’educazione linguistica e letteraria<br />
Un modello per l’uso del linguaggio non verbale in contesti educativi<br />
Lo sviluppo di attività di traduzione per migliorare la competenza linguistica e/o letteraria<br />
Lo sviluppo di attività per l’acquisizione della competenza sociolinguistica in termini di variazione linguistica</p>
<p><em>Partecipanti:</em><br />
Linda Barone<br />
Flora de Giovanni<br />
Bruna Di Sabato<br />
Bronwen Hughes<br />
Angela Leonardi<br />
Marina Lops<br />
Monica Manzolillo<br />
Antonio Perri<br />
Gerardo Salvati</p>
<br />
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		<title>Napoli tra le mani</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2016 13:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ScienzaNuova]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Napoli tra le mani è un progetto che risponde all&#8217;esigenza di individuare possibili soluzioni alle problematiche legate alla fruizione dei Beni Culturali affinché, nell&#8217;ottica di una società inclusiva, possa essere garantito ad ogni cittadino il diritto universale alla cultura, così come sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, oltre che dalla Costituzione Italiana...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>Napoli tra le mani</b> è un progetto che risponde all&#8217;esigenza di individuare possibili soluzioni alle problematiche legate alla fruizione dei Beni Culturali affinché, nell&#8217;ottica di una società inclusiva, possa essere garantito ad ogni cittadino il diritto universale alla cultura, così come sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, oltre che dalla Costituzione Italiana (art. 3 e art.9).<br />
Napoli tra le mani<b> </b>si concretizza nella predisposizione di itinerari che, aperti a tutti, consentono alle persone con disabilità di godere dei luoghi d&#8217;arte conoscendone gli elementi che li caratterizzano attraverso interventi specificamente progettati per il superamento sia delle barriere architettoniche, sensoriali e della comunicazione, sia di quelle derivanti da ogni altra forma di svantaggio culturale.<br />
Napoli tra le mani è una Rete nata dalla collaborazione del Servizio di Ateneo per le Attività degli Studenti con Disabilità (SAAD) dell&#8217;Università degli Studi Suor Orsola Benincasa col il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Polo Museale Regionale della Campania, Museo di Capodimonte, la Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro, la Cooperativa Sociale La Paranza, l&#8217;Associazione Borbonica Sotterranea, l&#8217;Orto Botanico e alcune associazioni di categoria delle persone con disabilità come il DPI, l&#8217;ENS-Campania, l&#8217;UICI e l&#8217;UNIVoC.</p>
<p>Contatto: Prof. Ciro Pizzo, ciro.pizzo at unisob.na.it</p>
<p>Per maggiori informazioni: https://napolitralemani.wordpress.com</p>
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		<title>Vuoto a rendering</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 15:21:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’importante (qualitativamente molto più che quantitativamente) patrimonio culturale italiano è raccontato come un pesante fardello sulle spalle del budget dello Stato. Esso non vive solo di magnifiche decorazioni, mura, superfici preziose, gioielli, strumenti musicali, archivi, ma vive anche dei suoi &#8220;vuoti&#8221;. Vuoti che un tempo non erano tali e che dunque hanno tutta la storia...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/11/logo_vuoto_a_rendering_scienzanuova.png"><img class="size-medium wp-image-6760 aligncenter" src="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/11/logo_vuoto_a_rendering_scienzanuova-300x75.png" alt="logo_vuoto_a_rendering_scienzanuova" width="300" height="75" /></a></p>
<p>L’importante (qualitativamente molto più che quantitativamente) patrimonio culturale italiano è raccontato come un pesante fardello sulle spalle del budget dello Stato. Esso non vive solo di magnifiche decorazioni, mura, superfici preziose, gioielli, strumenti musicali, archivi, ma vive anche dei suoi &#8220;vuoti&#8221;. Vuoti che un tempo non erano tali e che dunque hanno tutta la storia del loro abbandono da raccontare. Vuoti che si pensa quasi sempre a riqualificare attraverso interventi materiali che inevitabilmente impegnano risorse economiche anche importanti ma purtroppo mai sufficienti soprattutto in termini di sostenibilità.</p>
<p>Ma cosa succede quando questi vuoti sono lasciati per troppo tempo a loro stessi, in attesa di opere di riqualifica? Spesso le loro condizioni si deteriorano, incrementando esponenzialmente i costi dell&#8217;atteso intervento di recupero.</p>
<p><strong>Vuoto a rendering</strong> è un&#8217;iniziativa che si propone di riattivare la frequentazione dei luoghi culturali abbandonati, vuoti, in attesa di restauro, beneficiando di tecnologie ad oggi ubique (quali app per dispositivi mobili) e riusando possibilmente contenuti digitali già disponibili, seguendo un progetto di riqualifica a basso impatto economico. Il progetto è all&#8217;insegna della sostenibilità anche dal punto di vista &#8220;cognitivo&#8221;, in cui i contenuti digitali non generano un &#8220;filtro&#8221; tra il visitatore e ciò che gli è possibile guardare e sentire, bensì originano un filo conduttore, memorabile, che accompagna il visitatore attraverso gli spazi ri-esplorabili e finalmente ri-esplorati.</p>
<p>Contact: <em>barbara.balbi@centroscienzanuova.it</em></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/jltiJHUu9l4" width="560" height="480" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>I.CH.E.Art</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 14:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ScienzaNuova]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Immersive arCHeological Experience with 3D-rendered Artworks Il centro Scienza Nuova presenta il progetto I.CH.E.Art, sulle possibilità offerte dalle restituzioni tridimensionali di reperti archeologici per un&#8217;esperienza museale a prova di bambino! Numerosi sono gli studi scientifici che indicano come l’approfondimento della comprensione e l’accrescimento della cognizione delle informazioni e dei dati passa attraverso l’esplorazione tattile. Questa...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/10/logo-icheart-quadrato.png"><br />
<img class="size-medium wp-image-6667 aligncenter" src="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/10/logo-icheart-quadrato-300x176.png" alt="logo-icheart-quadrato" width="300" height="176" /><br />
</a></p>
<h3>Immersive arCHeological Experience with 3D-rendered Artworks</h3>
<h4>Il centro Scienza Nuova presenta il progetto I.CH.E.Art, sulle possibilità offerte dalle restituzioni tridimensionali di reperti archeologici per un&#8217;esperienza museale a prova di bambino!</h4>
<p><a href="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/10/IMG_1485.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6643" src="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/10/IMG_1485-300x225.jpg" alt="IMG_1485" width="300" height="225" /></a>Numerosi sono gli studi scientifici che indicano come l’approfondimento della comprensione e l’accrescimento della cognizione delle informazioni e dei dati passa attraverso l’esplorazione tattile. Questa è la premessa per costruire nuove forme di fruizione e valorizzazione dei beni culturali.</p>
<p>Noi crediamo che la possibilità di rendere tangibile l’esperienza di fruizione artistica, attraverso la stampa 3D di ambienti e oggetti dell’antichità, aiuti a renderla più concreta e memorabile. Il progetto I.CH.E.Art (Immersive arCHeological Experience with 3D-rendered Artworks) si concentra sulla riproduzione di spazi del passato come ambienti di apprendimento interattivo per la conoscenza delle civiltà antiche, mediante l’esplorazione tattile e l’esperienza “immersiva”. L’interazione, nella sua dimensione ludica ed esperienziale, stimola (anche nei più piccoli) l’interesse verso la scoperta di conoscenze che il più delle volte sono destinate a racconti intangibili o racchiuse in teche inaccessibili.</p>
<p>La possibilità di calarsi in una dimensione trascorsa che viene inverata dalla restituzione tridimensionale degli oggetti della vita quotidiana, seppure in cifra ironica, abbatte la barriera tra passato e presente.</p>
<p>Per Maker Faire 2016, l’Università Suor Orsola Benincasa, che vanta una lunga tradizione nel campo della Formazione e dei Beni Culturali, sceglie di rappresentare attraverso il progetto I.CH.E.Art uno dei siti archeologici più importanti d’Europa in epoca medievale, quello di San Vincenzo al Volturno, essendo questo uno dei cantieri in cui gli archeologi, gli storici dell’arte ed i conservatori dei Beni Culturali dell’Ateneo si formano ormai da tempo.</p>
<p>Grazie ai ritrovamenti di scavo, i ricercatori dell’Università hanno ricostruito in maniera puntuale un <em>tranche de vie</em>  che hanno definito “L’Ultima cena del monaco”, ovvero un momento della vita monastica nell’istante prima che l’Abbazia di San Vincenzo venisse distrutta.  Sulla base dei rilievi archeologici, i ricercatori del Centro di Ricerca di Ateneo “Scienza Nuova” nel contesto del progetto I.CH.E.Art curano la modellazione 3D e la restituzione della medesima ambientazione.</p>
<p>Per saperne di più, dai un&#8217;occhiata al catalogo realizzato per il Maker Faire 2016: <a href="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/10/Catalogo_I.CH_.E.Art_.pdf">Catalogo_I.CH.E.Art</a></p>
<p>Contatto: <em><strong>barbara.balbi@centroscienzanuova.it</strong></em></p>
<p><em><strong> [<a href="http://www.centroscienzanuova.it/index.php/icheart/">See image gallery at www.centroscienzanuova.it</a>] </strong></em><a href="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/10/logo-icheart-quadrato.png"><br />
<img class="size-medium wp-image-6667 aligncenter" src="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/10/logo-icheart-quadrato-300x176.png" alt="logo-icheart-quadrato" width="300" height="176" /><br />
</a></p>
<h3>Immersive arCHeological Experience with 3D-rendered Artworks</h3>
<h4>Scienza Nuova presents project I.CH.E.Art: 3D prints of archeological finds for a childproof museum experience!</h4>
<p><a href="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/10/IMG_1485.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6643" src="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/10/IMG_1485-300x225.jpg" alt="IMG_1485" width="300" height="225" /></a>Numerosi sono gli studi scientifici che indicano come l’approfondimento della comprensione e l’accrescimento della cognizione delle informazioni e dei dati passa attraverso l’esplorazione tattile. Questa è la premessa per costruire nuove forme di fruizione e valorizzazione dei beni culturali.</p>
<p>Noi crediamo che la possibilità di rendere tangibile l’esperienza di fruizione artistica, attraverso la stampa 3D di ambienti e oggetti dell’antichità, aiuti a renderla più concreta e memorabile. Il progetto I.CH.E.Art (Immersive arCHeological Experience with 3D-rendered Artworks) si concentra sulla riproduzione di spazi del passato come ambienti di apprendimento interattivo per la conoscenza delle civiltà antiche, mediante l’esplorazione tattile e l’esperienza “immersiva”. L’interazione, nella sua dimensione ludica ed esperienziale, stimola (anche nei più piccoli) l’interesse verso la scoperta di conoscenze che il più delle volte sono destinate a racconti intangibili o racchiuse in teche inaccessibili.</p>
<p>La possibilità di calarsi in una dimensione trascorsa che viene inverata dalla restituzione tridimensionale degli oggetti della vita quotidiana, seppure in cifra ironica, abbatte la barriera tra passato e presente.</p>
<p>Per Maker Faire 2016, l’Università Suor Orsola Benincasa, che vanta una lunga tradizione nel campo della Formazione e dei Beni Culturali, sceglie di rappresentare attraverso il progetto I.CH.E.Art uno dei siti archeologici più importanti d’Europa in epoca medievale, quello di San Vincenzo al Volturno, essendo questo uno dei cantieri in cui gli archeologi, gli storici dell’arte ed i conservatori dei Beni Culturali dell’Ateneo si formano ormai da tempo.</p>
<p>Grazie ai ritrovamenti di scavo, i ricercatori dell’Università hanno ricostruito in maniera puntuale un <em>tranche de vie</em>  che hanno definito “L’Ultima cena del monaco”, ovvero un momento della vita monastica nell’istante prima che l’Abbazia di San Vincenzo venisse distrutta.  Sulla base dei rilievi archeologici, i ricercatori del Centro di Ricerca di Ateneo “Scienza Nuova” nel contesto del progetto I.CH.E.Art curano la modellazione 3D e la restituzione della medesima ambientazione.</p>
<p>Per saperne di più, dai un&#8217;occhiata al catalogo realizzato per il Maker Faire 2016: <a href="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/10/Catalogo_I.CH_.E.Art_.pdf">Catalogo_I.CH.E.Art</a></p>
<p>Contatto: <em><strong>barbara.balbi@centroscienzanuova.it</strong></em></p>
<p><em><strong> [<a href="http://www.centroscienzanuova.it/index.php/icheart/">See image gallery at www.centroscienzanuova.it</a>] </strong></em></p>
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		<title>My Fair City</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2016 10:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ScienzaNuova]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Soluzioni a misura di bambino per vivere l&#8217;arte e la storia della città Il progetto, finanziato dalla Regione Campania su fondi FERS (POR Campania 2007-2013, Bandi dello sportello dell&#8217;innovazione: Progetti Cultural and Creative Lab), è stato realizzato da un network di imprese, Università e centri di ricerca composto da Space S.p.A., Cooperativa Le Nuvole, Consorzio...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/06/myfaircitylogo.png"><img class="alignleft wp-image-6591 size-medium" src="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/06/myfaircitylogo-300x206.png" alt="myfaircitylogo" width="300" height="206" /></a></p>
<p><em><span style="font-size: 18pt;">Soluzioni a misura di bambino per vivere l&#8217;arte e la storia della città</span></em></p>
<p>Il progetto, finanziato dalla Regione Campania su fondi FERS (POR Campania 2007-2013, Bandi dello sportello dell&#8217;innovazione: Progetti Cultural and Creative Lab), è stato realizzato da un network di imprese, Università e centri di ricerca composto da <strong>Space S.p.A., Cooperativa Le Nuvole, Consorzio Universitario di Economia Industriale e Manageriale (Cueim &#8211; Napoli) e Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. </strong></p>
<p>&#8220;<em>Il progetto My Fair City – </em>spiega il Project Manager <strong>Salvatore Esposito De Falco</strong> -<em> si pone l&#8217;obiettivo ambizioso di costruire un sistema di offerta turistico-culturale fruibile e rispondente alla psicologia del bambino. Un bambino educato sin da piccolo, infatti, avrà tutte le caratteristiche di un turista perfetto da grande, in grado di apprezzare e valorizzare l&#8217;offerta turistico-culturale di un luogo</em>&#8220;.</p>
<p>I partner di My Fair City hanno sviluppato un sistema interattivo di visita di un’area del centro antico di Napoli basato su un’App, installata su tablet, studiata per il linguaggio dei più piccoli. Sarà una guida d’eccezione, un Pulcinella digitale, ad accompagnare i bambini tra le bellezze di Palazzo Petrucci o di piazza San Domenico, due degli otto punti di interesse culturale scelti per il percorso sperimentale. Grazie a una rete di sensori ed al sistema Gps, il Pulcinella interattivo spiegherà ai bambini, in tempo reale, quel che stanno vedendo, utilizzando uno stile narrativo adatto a evocare un’atmosfera fiabesca e suggestiva.</p>
<p>Nei pressi di alcuni punti di interesse è abbinato anche un contributo di realtà aumentata consistente nella sovrapposizione di un’animazione video alla realtà ripresa attraverso la fotocamera del tablet, in dotazione al piccolo turista. Un altro elemento di valore è la presenza <strong>della funzionalità “whisper”, </strong>che rende l’App funzionale alla visita cittadina anche da parte di una scolaresca accompagnata dall’insegnante o da una guida turistica: tramite il dispositivo mobile, infratti, l’accompagnatore può trasmettere messaggi vocali in modo da condurre il gruppo e dare loro istruzioni sul funzionamento dell’App.</p>
<p><iframe src="https://player.vimeo.com/video/158069003" width="825" height="464" frameborder="0" title="MY FAIR CITY" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il percorso di fruizione My Fair City è stato testato grazie alla collaborazione di otto bambini tra gli 8 e i 13 anni (Istituti scolastici &#8220;Villanova&#8221;, &#8220;G. Oberdan&#8221;, &#8220;Cuoco-Schipa&#8221;, &#8220;Viviani&#8221; e &#8220;Andrea Doria&#8221;) attraverso una fase di pre-visita, visita e post-visita dei luoghi interessati dalla ricerca. Ai bambini è stato somministrato un questionario-intervista a cura di <strong>Maddalena Della Volpe</strong> e <strong>Barbara Balbi</strong>, del Dipartimento di Scienze della Formazione del Suor Orsola Benincasa e del Laboratorio Scienza Nuova del medesimo ateneo. “<em>La valutazione e validazione dell’esperienza di visita è stata progettata coinvolgendo i piccoli fruitori dell’applicazione in una sperimentazione che li ha visti collaborare come un vero e proprio gruppo di lavoro</em>”, spiega <strong>Barbara Balbi</strong>.</p>
<p><a href="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/06/por_footer.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-6595" src="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/06/por_footer-300x66.png" alt="por_footer" width="300" height="66" /></a></p>
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		<title>COMEDIANS</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 11:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ScienzaNuova]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti regionali]]></category>
		<category><![CDATA[multimedia]]></category>
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		<category><![CDATA[video-conferencing]]></category>

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		<description><![CDATA[Collaborative Real-time Multimedia Interactions for Storytelling Il progetto COMEDIANS è stato finanziato nell’ambito del Bando Sportello dell’Innovazione – Progetti Cultural and Creative Lab – POR Campania FESR 2007-2013 ed è stato realizzato da PMI operanti in ambito ICT (Digital Video S.p.A., Intertwine S.r.l, Meetecho S.r.l) e dall&#8217;Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa. Il...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/06/comedians.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-6594" src="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/06/comedians-300x258.png" alt="comedians" width="300" height="258" /></a></p>
<p><em><span style="font-size: 14pt;">Collaborative Real-time Multimedia Interactions for Storytelling</span></em></p>
<p>Il progetto COMEDIANS è stato finanziato nell’ambito del Bando <b><i>Sportello dell’Innovazione – Progetti Cultural and Creative Lab</i></b> – POR Campania FESR 2007-2013 ed è stato realizzato da PMI operanti in ambito ICT (<strong>Digital Video S.p.A., Intertwine S.r.l, Meetecho S.r.l) </strong>e dall&#8217;<strong>Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa. </strong></p>
<p>Il progetto ha avuto come obiettivo la ricerca di soluzioni tecnologiche innovative a supporto dello <b><i>S</i></b><b><i>torytelling</i></b><b><i> digitale</i></b>, indagando sull’impatto e sulle possibili ricadute di tali strumenti a servizio della produzione creativa nell’ambito dell’Industria dei Media</p>
<p>Il prototipo realizzato nell’ambito del progetto COMEDIANS è la <strong>piattaforma web omonima per lo Storytelling digitale</strong>. Tra le funzionalità caratterizzanti, il prototipo della piattaforma COMEDIANS annovera le seguenti:</p>
<p>&#8211; Il <strong>supporto alla creazione ed alla fruizione di storie digitali di tipo multimediale</strong>, cioè caratterizzate da contenuti non soltanto testuali, ma anche audio e video, tramite un’interfaccia utente semplice ed intuitiva;</p>
<p>&#8211; Il <strong>supporto al paradigma collaborativo per la scrittura delle storie</strong>. Lo Storytelling collaborativo offre la possibilità di combinare, orchestrare e convogliare nel prodotto finale le idee generate da una molteplicità di utenti. Il paradigma collaborativo implementato ruota intorno a due concetti principali, quello di “plot” e quello di “brick”. Il plot è la trama della storia, organizzata in un insieme di step. Un utente può pubblicare il concept della storia che intende realizzare pubblicandone il plot su COMEDIANS, andando a specificare step per step i tipi di contributi che desidera ne facciano parte (utente “plotter”) . Il brick è un contributo prodotto da un utente COMEDIANS in risposta alle esigenze narrative specificate in uno step di un certo plot. L’utente in tal caso è detto “bricker”. Più bricker possono dunque contribuire ad un medesimo plot: starà poi al plotter selezionare i brick ritenuti migliori per la redazione della storia.</p>
<p>&#8211; Il <strong>supporto all’interazione multimediale in tempo reale tra gli utenti</strong> della piattaforma, sia nella fase di creazione della storia che in quella di fruizione. La piattaforma COMEDIANS supporta infatti sia la collaborazione asincrona che quella sincrona. Nella collaborazione asincrona, gli storyteller operano sulla stessa storia in maniera separata gli uni dagli altri; in quella sincrona, essi hanno la possibilità di incontrarsi virtualmente sulla storia che su cui stanno lavorando, grazie al sistema di Video Conferencing integrato nella piattaforma COMEDIANS. Analogamente, nel caso della fruizione, gli utenti che stanno leggendo la stessa storia nello stesso momento hanno la possibilità di “vedersi”, ad esempio per condividere in tempo reale commenti ed impressioni, secondo le modalità tipiche della Social TV, stavolta applicate al contesto delle storie multimediali generate dagli utenti della piattaforma COMEDIANS.</p>
<p>&#8211; Il <strong>supporto alla creazione ed alla fruizione delle storie branch-based interattive ed animate</strong>. Le storie branch-based interattive si evolvono in maniera dipendente dal modo in cui l’utente interagisce con esse, ad esempio selezionando un personaggio anziché un altro o dando una risposta piuttosto che un’altra nei punti della storia in cui sono previsti dei “bivi”. Questa tipologia di storie è stata contemplata in COMEDIANS sia dal punto di vista della creazione che della fruizione. Grazie al player integrato nella piattaforma, infatti, gli utenti della piattaforma COMEDIANS possono “esplorarle”, attivandone i diversi branch a seconda dell’interazione. Per quanto riguarda la parte di sviluppo, invece, è stato rilasciato un editor dedicato costituito da un’applicazione Windows standalone che, tramite il paradigma del Visual Programming, consente la progettazione della storia interattiva anche ad utenti non esperti in programmazione informatica.</p>
<p><a href="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/06/por_footer.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-6595" src="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2016/06/por_footer-300x66.png" alt="por_footer" width="300" height="66" /></a></p>
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		<title>GRACE</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2015 18:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ScienzaNuova]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scopo del progetto GRACE &#8211; Generating Research projects through interaction between ACademia and Enterprises (Lifelong Learning Programme) è promuovere la co-generazione di progetti di ricerca coinvolgendo diverse categorie di stakeholders, facendo riferimento a varie tecniche e approcci connessi alla promozione della creatività, negoziazione interorganizzativa e interculturale ed altri, in un prospettiva di innovazione aperta.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scopo del progetto <em><a href="http://www.grace-project.eu" target="_blank"><strong>GRACE &#8211; Generating Research projects through interaction between ACademia and Enterprises</strong></a></em> (Lifelong Learning Programme) è promuovere la co-generazione di progetti di ricerca coinvolgendo diverse categorie di stakeholders, facendo riferimento a varie tecniche e approcci connessi alla promozione della creatività, negoziazione interorganizzativa e interculturale ed altri, in un prospettiva di innovazione aperta.</p>
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		<title>HoliDes</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2015 18:28:12 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Progetti europei]]></category>
		<category><![CDATA[aeronautics]]></category>
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		<description><![CDATA[ARTEMIS Call 2012 Project, GA:332933 Il progetto HoliDes (Holistic Human Factors and System Design of Adaptive Cooperative Human Machine Systems) si concentra sull&#8217;integrazione degli studi sui fattori umani nei processi di progettazione di sistemi &#8220;safety-critical&#8221; che siano adattivi e cooperativi. I domini applicativi di riferimento sono Health, Aeronautics, Automotive e Control Room.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4><a href="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2014/11/holides-small.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-6094" src="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2014/11/holides-small-300x90.png" alt="holides-small" width="300" height="90" /></a></h4>
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<h4>ARTEMIS Call 2012 Project, GA:332933</h4>
<p>Il progetto <em><strong><a href="http://holides.eu">HoliDes (Holistic Human Factors and System Design of Adaptive Cooperative Human Machine Systems)</a></strong></em> si concentra sull&#8217;integrazione degli studi sui fattori umani nei processi di progettazione di sistemi &#8220;safety-critical&#8221; che siano adattivi e cooperativi. I domini applicativi di riferimento sono Health, Aeronautics, Automotive e Control Room.</p>
<p><iframe width="825" height="464" src="https://www.youtube.com/embed/YGUwi28fBrg?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>OCOPOMO</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2015 18:16:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ScienzaNuova]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti europei]]></category>

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		<description><![CDATA[OCOPOMO (Open Collaboration for Policy Modelling) ha come scopo principale lo sviluppo di una piattaforma integrata per supportare la definizione e la messa in opera delle politiche attraverso l’integrazione di metodologie di modellazione politica (simulazioni sociali multi-attoriali), la generazione di scenari, e la collaborazione aperta degli stakeholders. Due esperienze pilota sono state realizzate nel progetto....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.ocopomo.eu/" target="_blank">OCOPOMO (Open Collaboration for Policy Modelling)</a></em></strong> ha come scopo principale lo sviluppo di una piattaforma integrata per supportare la definizione e la messa in opera delle politiche attraverso l’integrazione di metodologie di modellazione politica (simulazioni sociali multi-attoriali), la generazione di scenari, e la collaborazione aperta degli stakeholders. Due esperienze pilota sono state realizzate nel progetto. La prima  ha coinvolto la regione Campania e si è focalizzata sul tema del trasferimento tecnologico. La seconda esperienza pilota ha coinvolto la regione di Kosice ed ha riguardato le politiche per l’utilizzo delle energie rinnovabili.</p>
<p><a href="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2015/05/ocopomo-header-logo.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-6221" src="http://www.centroscienzanuova.it/wp-content/uploads/2015/05/ocopomo-header-logo-300x62.png" alt="ocopomo-header-logo" width="300" height="62" /></a></p>
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		<title>Caravaggio: track the dark light</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2015 21:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ScienzaNuova]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri progetti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[caravaggio]]></category>
		<category><![CDATA[eye tracking]]></category>
		<category><![CDATA[heritage living lab]]></category>
		<category><![CDATA[intrecci living lab]]></category>
		<category><![CDATA[simula living lab]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto &#8220;Caravaggio: track the dark light&#8221; è un progetto di Digital Humanities derivante dalla sinergia tra il living lab HERITAGE 2.0 e SIMULA. Il comportamento pittorico del Caravaggio e l&#8217;esperienza di fruizione delle sue opere sono esplorati attraverso un dispositivo per il monitoraggio del percorso dell&#8217;occhio dell&#8217;osservatore (eye-tracker). Il progetto si incentra sullo studio di...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto &#8220;Caravaggio: track the dark light&#8221; è un progetto di Digital Humanities derivante dalla sinergia tra il living lab <a title="Heritage 2.0" href="http://www.centroscienzanuova.it/index.php/centro-scienza-nuova/living-lab/heritage-2-0/">HERITAGE 2.0</a> e <a title="Simula" href="http://www.centroscienzanuova.it/index.php/centro-scienza-nuova/living-lab/simula/">SIMULA</a>. Il comportamento pittorico del Caravaggio e l&#8217;esperienza di fruizione delle sue opere sono esplorati attraverso un dispositivo per il monitoraggio del percorso dell&#8217;occhio dell&#8217;osservatore (<a title="Eye tracker" href="http://www.centroscienzanuova.it/index.php/eye-tracking/">eye-tracker</a>). Il progetto si incentra sullo studio di alcune opere del pittore lombardo in ambiente ecologico, cioè nel contesto dei luoghi in cui attualmente si trovano le opere considerate.<br />
I primi risultati della sperimentazione effettuata in collaborazione con il Museo del Pio Monte della Misericordia (Napoli) sono stati documentati in questo video documentario prodotto dal laboratorio <a title="Intrecci" href="http://www.centroscienzanuova.it/index.php/centro-scienza-nuova/living-lab/intrecci/">INTRECCI</a>.</p>
<p><iframe width="580" height="480" src="https://www.youtube.com/embed/y7-lzkUbIPs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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